martedì, ottobre 25, 2005
Non vorrei sembrare disfattista
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Janluu
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venerdì, ottobre 21, 2005
...e questa è dedicata a te
Io parlavo col Sole
Poi ho conosciuto il Mare
E le Foreste
E nel sorriso dei tuoi occhi la Vita
E l ‘ Amore
Sullo schiudersi delle tue labbra
Ha pochissimo spazio la tristezza
Accanto a me
Perché di tutto questo
Parlerò ancora col Sole
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Janluu
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venerdì, ottobre 14, 2005
Sempre più fuori moda
La cercavo da un po’. Una bella borsa verdone stinto, fatta in quella tela robusta, modello prima guerra mondiale. L’ho trovata a Budapest, in quello che la guida dei miei compagni di viaggio definisce il più grande mercato delle pulci dell’Europa centrale. E non è piccolo infatti. Peccato solo che quel giorno parecchi mercanti avessero deciso di non esercitare. Tra quelli aperti però abbiamo girato parecchio. Ed alla fine l’ho trovata. Non è stato facile, perché, vedete, non è una normale borsa, in cui ognuno può mettere ciò che vuole. O meglio, originariamente non lo era. In effetti questa borsa è stata progettata, e verosimilmente anche tragicamente usata, per riporvi un oggetto specifico. Un oggetto triste, di quella tristezza inconfutabile che gli viene non solo dall’uso cui è destinata, ma finanche dalla sua brutta forma, bislunga e mascellona. Dicevo che non è stato facile. Già, perché il primo dei mercanti che la teneva in esposizione la vendeva solo corredata del suo funesto contenuto. Quando l’ho vista, l’ho aperta per vedere cosa vi fosse riposto, e non ho capito subito. Ho dovuto infilarvi una mano, afferrare l’oggetto e sfilarlo un poco. Sono bastati pochi centimetri per capire cosa contenesse la borsa che a me tanto piaceva: in mano avevo una maschera antigas! Completa di filtri di scorta e tubo flessibile. Tutto ordinatamente riposto negli spazi ricavati con una tela blu all’interno della borsa. E’ stato allora che ho chiesto se potevo acquistare solo la borsa, ma il ragazzo spettinato e dalla barba incolta con segni tanto meravigliati quanto inequivocabili mi ha fatto capire che i beni non erano separabili. L'ho trovata su un’altra bancarella. Anzi, è stata Ma a trovarmela. Ma non credo si sia accorta che era lo stesso modello di quella vista prima. L’ho presa, e non ho detto niente. L’ho spolverata con la mano, ho messo a posto i tanti laccetti, e vi ho riposto gli oggetti comprati in quella tiepida mattinata magiara: una vecchia borraccia dalla forma inusuale, un improbabile schiacciapatate in duralluminio, delle monete d’altri tempi e d’altri luoghi. Più la mia macchina fotografica. E me ne sono andato in giro così, soddisfatto del mercato, della borsa e del suo nuovo contenuto. Ora la borsa se ne sta sul tappeto di casa mia, vicino al mio zaino. Ed io la guardo. Voglio dire: se una borsa costruita per riporvi uno strumento usato per difendersi dalla barbaria di gas veleniferi ed assassini, può essere ora usata per girare il mondo portandosi appresso una macchina fotografica… bhè, mi fa piacere essere testimone di questo cambiamento. Credo che nel mondo ci siano ancore troppe maschere antigas e troppo poche macchine fotografiche, ma la speranza che nutro per un futuro migliore si alimenta anche di storie come questa. La storia di una borsa vecchia, stinta e fuori moda. Spero sempre più fuori moda.
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Janluu
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mercoledì, ottobre 05, 2005
Gurda pure chi ti apre
l’ubriacona è sparita
non che sia proprio etilista questo no
ma il vino le piace
il suo fiato lo confermava
niente di male, piace anche a me
e poi il suo lavoro lo sa fare
mi piaceva l’ubriacona
poi un giorno è sparita
con le chiavi di casa mia
forse si è sposata
alla sua età? buon per lei
comunque non s’è più vista
e lo stato della mia casa lo testimonia
ormai sono passati mesi
mai preoccupato per il fatto delle chiavi
mi fido dell’ubriacona
il fatto è che non ne ho più
e quelle che ho non è che funzionino troppo
decido di cambiare serratura
fabbro
vuole trecentocinquanta pallini
troppi
compro la serratura per centotrenta
la cambio io
aiutato da jova
il lavoro si rivela irto di ostacoli
milioni di viti dadi bulloni
ordiamo tutto per bene mano mano che smontiamo
tutto procede onestamente
la faccenda si complica quando arriviamo al cuore della serratura
bloccati
idea
foto e corsa dal ferramenta
consulenza fotocamera alla mano
spiegazioni
ce la posso fare
nel frattempo jova ha allestito un sugo paura
ricomincio
piano piano
con la paura di bloccarmi di nuovo
e dover chiamare il fabbro
ma alla fine la serratura funziona alla grande
solo che è al contrario
si apre girando in senso orario
e viceversa
l’ ho montata sottosopra
ma non c’è problema
jova invece ha rimontato il cosiddetto occhio magico
che è quel buchino che ti permette di vedere chi ti suona
giova è più bravo a fare il sugo
ma anche con le porte blindate non se la cava male
e comunque ho lasciato tutto così
beh… se ora ci vieni a trovare suona… e poi
gurda pure chi ti apre
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Janluu
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